Seoul

10/16 AGOSTO 2026 🇰🇷

Seoul è una delle città più avanti del mondo, ma non ci ha conquistati solo per questo. A farci innamorare è stato prima di tutto il cibo, incredibile e super vario, con influenze da ogni parte: Cina, con noodles e gyoza pazzeschi; Giappone, con unagi e sashimi da 10; Taiwan, con bao fatti a mano da sogno; Thailandia, con il miglior thai di sempre! Ma anche tocchi francesi: sono fissati con la panificazione, dal famoso salted butter bread ai miei adorati panini nello stile dello shokupan giapponese.

Ma la vera sorpresa sono state le persone. Ci aspettavamo un popolo più riservato, un po’ come in Giappone, e in parte è vero: gentilezza, educazione e rispetto sono ovunque. Però sono anche super espansivi, attaccano bottone, fanno gruppo, sono sempre in giro e pronti a darti dritte su come vivere al meglio la città.

Ed è proprio grazie a loro che abbiamo scoperto una Seoul più autentica e local, tra ristoranti, quartieri e posti che da soli non avremmo mai trovato.

Insomma, siamo partiti curiosi e siamo tornati con una voglia matta di tornarci. Perché sei giorni non sono bastati per vedere — e soprattutto assaggiare — tutto quello che ci eravamo segnati.

Lunedì 10 agosto

Volo diretto Milano–Seoul di circa 11 ore: comodissimo. Arriviamo alle 16.30, facciamo subito uno snack con un onigiri preso al 7-Eleven e prendiamo il treno verso il centro.

Check-in al Mondrian Itaewon: hotel molto grande, ma comunque super. La palestra è pazzesca e ci sono anche piscina e sauna. La zona non è centralissima, ma è comunque comoda per muoversi. Abbiamo prenotato tre settimane prima di partire quindi quasi tutti gli hotel erano già pieni ma ce ne sono tantissimi molto belli in zone migliori (ne parlo sotto). 

La sera andiamo direttamente da Surin, dove avevo prenotato una cena super speciale alle 20.00. È stato l’unico ristorante che avevo prenotato in anticipo: per questo viaggio mi sono affidata tantissimo ai locali consigliati dalla Michelin Bib Gourmand, e devo dire che ci ha azzeccato alla grande.

La città ci piace già tantissimo. La zona di Surin è piena di locali super fighi, anche se capiamo subito una cosa fondamentale: a Seoul bisogna mangiare presto – colazione on the way, pranzo verso le 12, una merendina nel pomeriggio e cena entro le 20, massimo 20.30.

La notte è praticamente insonne. Io sono sveglia dalle 4.45: leggo, faccio stretching e aspetto le 7.30, quando finalmente si sveglia Pie.

Martedì 11 agosto

Capito subito che per muoversi la soluzione migliore sono metro e soprattutto bus: sono comodissimi, passano continuamente e hanno praticamente sempre l’aria condizionata. Uber non è molto utilizzato quindi funziona male. 

La colazione è un po’ complicata: molte cose aprono tardi e non ci sono tante opzioni dolci. Quindi decidiamo di saltare le colazioni e fare degli spuntini a metà mattina quando incappiamo in qualche bakery carina (ce ne sono un sacco!). 

Prima tappa: Ikseon-dong Hanok Village. Carino, ma molto turistico e non ci conquista particolarmente. Proviamo a metterci in coda da Mil Toast, famoso per il pane al vapore e soprattutto un locale bellissimo, ma dopo un po’ abbandoniamo. Caffè da Standard Bread, catena famosa ma molto turistica. In generale iniziamo a capire che conviene evitare i locali troppo in hype: sono pieni di gente e spesso non sono nemmeno i migliori.

Pranzo pazzesco da Nirouminguan, con ravioli misti carne pesce e noodles in brodo con uovo marinato e cubotti di carne di manzo morbidissima davvero deliziosi. E una cosa che ci colpisce subito è la velocità: ovunque il servizio è velocissimo e non esiste servizio al tavolo, paghi subito all’ordine e poi ti danno il solito aggeggio che suona quando è il tuo turno. 

Poi ci muoviamo a piedi verso Bukchon Hanok Village, passando davanti al palazzo imperiale. Questa zona ci piace tantissimo: stradine, case tradizionali, negozietti e un’atmosfera molto più bella. Prendo un gelato matcha e mango da ALLORO e poi ci perdiamo nei negozi della zona. Se siete lì la sera andate da Kiwa Taproom per una birra.

Tappa obbligatoria da Sulwhasoo per la skincare. I prodotti sono pazzeschi e costano molto meno che in Italia. E, cosa ancora più folle, insieme ai miei acquisti mi regalano due tovagliette per la colazione, una borsetta, due cartoline fatte e a mano e vari altri prodotti.

Poi Olive Young, dove praticamente svaligio il negozio. Per fortuna mi ero fatta prima gli screenshot di quello che volevo comprare, altrimenti saremmo rimasti lì tutto il pomeriggio. Ovviamente prendo anche un sacco di regalini per Marzia, mamma e Marta. Tanti altri negozi belli in zona (Teto Object, Le labo ecc.) e provate Layered o Artist Bakery per una merenda.

Rientro in hotel e finalmente un’ora di palestra TOP. C’è anche una piscina interna, ma è obbligatorio il costume intero che non avevo.

Aperitivo da Zest, con una specie di Moscow Mule spaziale (è il mio drink preferito al momento, ma in Italia usano sempre la

Ginger beer della Fever Tree che trovo troppo dolce, qui invece hanno usato lo zenzero fresco spremuto a una kombucha allo zenzero leggermente acida, top!). Locale veramente super trendy, ci saremmo tornati tutte le sere. 

Cena da Haemok Nonhyeon: una bowl di riso con anguilla laccata e un’altra con tonno sashimi, otoro (tonno grasso – impazzisco per questo) a tartare, salmone sashimi e tuorlo marinato. E anche una tempura da dividere fatta a regola d’arte (avevamo imparato a farla nel corso di cucina in Giappone).PAZZESCOOOOOO, vorrei mangiare così tutti i giorni.

Di nuovo notte quasi insonne colpa del fuso. 

Mercoledì 12 agosto

Bus fino a Bukchon per il corso di cucina da O’ngo Food, dalle 10 alle 12.30. Esperienza veramente top: impariamo a preparare due piatti coreani

  • Jeyuk bokkeum – fettine sottilissime di capocollo in una salsa piccante a base di gochujang, aglio e zenzero tritati, salsa di soia, peperoncino essiccato e zucchero, vengono saltate senza olio, insieme a tantissima cipolla. Poi si aggiunge direttamente la salsa in padella e si cuoce ancora un minuto. Si mangia con le foglie di perilla, utilizzate per creare una sorta di involtino.
  • Japchae – noodles di amido di patata dolce saltati con verdure. Prima si reidratano per circa mezz’ora, poi si mettono in padella con acqua bollente fino a ricoprirli, zucchero, olio di semi e salsa di soia. Si cuociono per 5-8 minuti, fino a quando l’acqua si consuma e si crea un sughetto. Alla fine si aggiungono le verdure precedentemente saltate e un filo di olio di sesamo.

La cuoca ha anche un canale YouTube dove pubblica ricette super: si chiama Jia Choi. La sua collega, tra l’altro, parla benissimo italiano e ci dà tantissimi consigli su cosa vedere.

Dopo il corso prendiamo il treno fino al Cheonggyecheon, il fiume artificiale che attraversa il centro di Seoul: stra carino, se siete tranquilli potete portarvi dietro un libro, comprare qualcosa da sgranocchiare e fare un mini picnic lì.

Poi strada pedonale di Myeong-dong, piena di negozi: Nike con elementi personalizzabili, Lululemon, New Balance, Uniqlo ecc. Un po’ turistica, ma perfetta se vuoi trovare tutti i grandi marchi.

Passiamo dal Namdaemun Market, abbastanza affollato, ma qui c’è una tappa da non perdere: i bao di Gamekol Son Wangmandu. C’è tanta coda, ma scorre velocemente. Oppure si può salire al secondo piano per sedersi: si passa letteralmente dentro la cucina, esperienza bellissima.

Poi Namsan Park, con una camminata lungo le mura e una bellissima vista sulla torre. Volendo, si può prendere la funivia per salire fino in cima.

Passiamo anche da Seoullo 7017, una vecchia ferrovia trasformata in percorso pedonale pieno di piante. Carina.

Poi Apgujeong, tra negozi e shopping. Anche qui bisogna ricordarsi che molti negozi chiudono alle 20. Altra tappa da Olive Young e tantissimi negozi sportivi.

Hotel, palestra e doccia.

E finalmente una cena thai incredibile alle 22 da Youhan Bistro, seduti al bancone. Finalmente un posto dove si può mangiare tardi: una rarità a Seoul!

Cocktail da Zest. Pie prende due Negroni per darsi la stecca e riuscire finalmente a dormire. E infatti lui dorme come un sasso. Io, invece, ovviamente no.

Giovedì 13 agosto

Partiamo da Itaewon Antiques Furniture Street, una zona piena di negozi super carini di arredamento e antiquariato. Mi innamoro di un sacco di cose e compro due vestitini. Avrei voluto comprare mezza Seoul per casa, ma sarebbe stato un casino spedire tutto.

Metro fino a Dangsan-dong un quartiere universitario pieno di giovani, dove mangiamo un panino buonissimo in stile katsusando da Heuler. 

Poi ci spostiamo sull’“isola” di Yeouido. Il parco è carino, zona dei grattacieli, molto business. La parte più bella è Mulbit Square, una mega fontana/piscina dove ci si può togliere le scarpe, immergere i piedi e camminare nell’acqua per rinfrescarsi.

Passiamo poi dal Noryangjin Fish Market. Interessante e sicuramente un posto dove tornerei, magari di notte, per vedere l’asta del pesce. Volendo, puoi comprare il pesce al mercato e fartelo cucinare al piano di sopra. Noi questa volta preferiamo non farlo perché era tardi ed era un po’ triste tutto vuoto. 

Sono ormai le 15 e io non ho fatto colazione, quindi sono praticamente morente: tappa d’emergenza al 7-Eleven per un onigiri.

Metro e bus fino a Seongsu-dong, zona imperdibile. Qui scopriamo Mutty Sandwich, che ci piace tantissimo anche per il concept: il pane viene fatto direttamente da loro e si vede, ci sono pochi panini e ogni tipo di pane è abbinato a un ripieno diverso. Tutto creativo e buonissimo. Pie prende un panino con salmone al miso, guacamole, cipolla marinata e maionese. Io pomodoro, avocado, pesto e marmellata di peperoncino.

Poi giro per Seongsu-dong: negozi pazzeschi, super creativi e davvero folli.

La sera andiamo all’Olympic Park per vedere una partita di baseball. Biglietti, birra, tifoseria scatenata: come esperienza è stata bellissima, anche perché praticamente non c’erano turisti. Il baseball, diciamolo, è un po’ noioso. Entriamo alle 19, la partita sarebbe finita alle 22, ma alle 21 decidiamo di andare.

Cena da Meogyulseoul, ma purtroppo era rimasto praticamente tutto finito: troviamo solo noodles e anguilla. Comunque buono! Drink da Kompakt, figo. E finalmente una notte dormita. Ultima notte al Mondrian.

Venerdì 14 agosto

Pie si sveglia alle 8 e va in palestra. Io, finalmente, dormo una notte filata fino alle 9.30.

Colazione italiana da Bruti, vicino all’hotel. Il cibo nulla di che, ma la proprietaria è simpaticissima e parla italiano.

Poi shopping a Hannam, una delle zone che ci sono piaciute di più per i negozi. Compro delle scarpe da corsa da On, mentre Pie trova delle bellissime Nike e qualche pezzo in un negozio bellissimo chiamato VDR.

Pranzo cinese super carino da Guo, con ravioli e noodles. Caffè da Tartine, catena famosa con prodotti da forno buonissimi.

Poi cambio di hotel: lasciamo il Mondrian e andiamo al Namu Hotel. Molto carino, ma davvero lontano. L’avevo trovato su Stayfolio, un sito local con boutique hotel molto belli. Ci siamo mossi all’ultimo e ormai erano quasi tutti pieni. Tornando indietro, probabilmente sceglierei Apgujeong-dong o Bukchoncome zona dove soggiornare.

Nel pomeriggio andiamo a Banpo Park, dove c’è una bellissima zona picnic sul fiume: puoi bere una birra, mangiare pollo fritto e guardare lo spettacolo delle fontane. Da sapere: andare tra le 19.30 e le 21.30. Lo spettacolo c’è ogni mezz’ora.

Cena ad Apgujeong Sanghoe, con i classici noodles di grano saraceno accompagnati da vari funghi ed erbette e olio di perilla: molto buoni anche se li preferirei caldi! Ma la vera cosa pazzesca è il pollo fritto con una bella birra ghiacciata.

Sabato 15 agosto

Sveglia e metro fino a Dekad Bar per una colazione top. Bar davvero super figo, con due sedi. Io ho preso yogurt con granola (volevo i famosi cinnamon roll ma erano finiti) e Pie un avocado toast con uovo e homemade mayo. 

Poi andiamo al Museo Nazionale di Seoul, dove c’è una mostra molto interessante sulla DMZ. È festa nazionale, quindi c’è un sacco di gente.

Da lì andiamo a piedi verso la zona di Ikseon-dong e proviamo a pranzare da Horapa, che sembrava stra buono, ma è completamente pieno. Proviamo allora da Andeok, anche questo full. A questo punto sono già le 16 e decidiamo che forse è destino mangiare ancora una volta un onigiri al 7-Eleven.

Nel pomeriggio andiamo in zona Gangnam per le ultime compere: riesco a trovare una maglietta Nike Golf per Tommy. Caffè da 투아투아, carino ma un po’ finto.

Poi torniamo verso Seongsu-dong, dove decidiamo finalmente di cenare presto: alle 19.30 siamo da Mattdol. Cena messicana buonissima: menù fisso con otto tortillas — anzi, nove, perché chiediamo di sostituire il dolce con una tortilla salata — e Corona con lime.

Super approvato. In alternativa, in zona c’era anche Bao, che mi ispirava tantissimo. 

Domenica 16 agosto

Sveglia, partenza dall’hotel alle 9 e via verso l’aeroporto. Prima di partire: ricordarsi di fare il Tax Refund se avete conservato gli scontrini!

Volo diretto Seoul–Milano di circa 12 ore. E così finisce il nostro viaggio, con un bel ritardo di 5h. 

Sei giorni soltanto, ma con la sensazione di aver visto, mangiato e scoperto tantissimo. E soprattutto con una certezza: a Seoul ci torniamo. E anzi, la useremo come scalo per proseguire po

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